sulle vie della parità

quale storia possiamo leggere nelle targhe della città?

mostra fotografica

Villa Prinz

Salita di Gretta 38 - Trieste

giovedì 5 marzo - ore 18.00

Giovedì 5 marzo, alle ore 18.00, nella sede della III Circoscrizione (Villa Prinz, Salita di Gretta 38) la Vicesindaco Fabiana Martini con delega alle Pari Opportunità e al Decentramento, inaugurerà la mostra fotografica sulla toponomastica femminile “Sulle vie della parità”, promossa dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Trieste, in collaborazione con le Circoscrizioni, l’Associazione Toponomastica Femminile e l’Associazione FOTOGRAFAREDONNA_APS

Interventi di:

  • Fabiana Martini, vicesindaco del Comune di Trieste
  • Ornella Urpis, presidente della Commisione Pari Opportunità del comune di Trieste
  • Michela Novel, commissaria della Commisione Pari Opportunità del comune di Trieste

La mostra è itinerante: inaugurata a Villa Prinz il 5 marzo sara visitabile fino al giorno 10 marzo 2015, poi farà il giro di tutte le Circoscrizioni: ad aprile sarà a Prosecco, a maggio a Opicina e da settembre di nuovo in città.

Toponomastica femminile.
Le vie della parità.

Il silenzio, la disattenzione, se non l’oblio, hanno costruito sopra la storia femminile un tetto di cristallo difficile da infrangere. Da sempre ai margini, se non del tutto escluse dal potere, dalla cultura e dalla scienza le donne sono state allontanate anche dagli spazi della città, dai momenti della commemorazione e del ricordo.
Anche la toponomastica dovrebbe diventare maggiormente inclusiva nei confronti delle donne. È questo l’obiettivo del gruppo Toponomastica femminile’, da pochi mesi associazione. Nato nel gennaio 2012 sul social network Facebook per iniziativa di Maria Pia Ercolini, attualmente conta oltre 8300 aderenti in tutta Italia e in diversi altri paesi.
L’idea è quella di impostare ricerche, pubblicare dati e fare pressioni su ogni singolo territorio affinché strade, piazze, giardini e luoghi urbani in senso lato, possano essere dedicati alle donne per compensare l’evidente sessismo che caratterizza l’attuale odonomastica.
Dopo un’osservazione superficiale delle realtà urbane, il gruppo ha realizzato un censimento accurato e minuzioso dei vari comuni d’Italia per misurare la disparità di genere presente nelle nostre città. A questa attività si sono affiancate tante altre iniziative: la campagna per la memoria femminile denominata “8 marzo 3 donne 3 strade”, i progetti “Largo alle Costituenti” e “Partigiane in città” che hanno riportato alla luce illuminanti biografie di donne coraggiose e tenaci.
E con la scomparsa di autorevoli personaggi, veri fiori all’occhiello della cultura, della scienza e della politica italiana, sono nate le campagne “Una strada per Miriam” in onore della giornalista Miriam Mafai; “La lunga strada di Rita” per ricordare il premio Nobel Rita Levi Montalcini; “Una Margherita sulle nostre strade” per l’astrofisica Margherita Hack e “Una scena per Franca” in ricordo dell’attrice Franca Rame.
L’Associazione, inoltre, realizza convegni e promuove concorsi per le scuole, pensate come laboratori didattici in cui avviare processi di cambiamento verso la realizzazione della parità di genere. La consapevolezza di quanto è stato ideato, inventato, realizzato dalle donne, l’educazione al rispetto per le differenze, lo sviluppo di un pensiero critico alternativo a modelli maschili e femminili stereotipati e conformisti, sono momenti fondamentali di questo percorso formativo. Spesso le giovani generazioni non conoscono quanto, in passato, è stato costruito in termini di diritti civili, politici e sociali e soprattutto ignorano quanto le donne hanno contribuito alla definizione del mondo in cui viviamo. La conoscenza di lotte e conquiste del passato, molto spesso date per scontate, guida verso il rafforzamento dei rapporti intergenerazionali e verso il consolidamento del valore di difesa e garanzia delle eredità ricevute.
Parafrasando Virginia Woolf, solo attingendo la propria vita dalle vite delle donne di rilievo che ci hanno preceduto, potranno nascere persone nuove. Le storie delle protagoniste del passato possono essere modelli di riferimento e di differenza ai quali guardare nella complessa costruzione dell’identità maschile e femminile.

SULLE VIE DELLA PARITÀ
Quale storia delle donne possiamo leggere nelle targhe della città? A Trieste, come nel resto d’Italia e dell’Europa Occidentale, le vie dedicate a figure femminili corrispondono a percentuali molto basse rispetto a quelle maschili. Fino al 2012 erano 35 contro 729 dedicate a uomini, e di queste ben 18 sono madonne, sante o figure religiose, che spesso sono il ricordo di chiese o santuari a loro dedicati; tre sono toponimi che ci ricordano donne delle quali sappiamo pochissimo, altre tre sono benefattrici, due sono matrone romane e due sono poetesse del ‘500, che pare non abbiano avuto legami con la città; poi ci sono Carlotta, la moglie di Massimiliano d’Asburgo, ed Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, che risiedette per un periodo in città. E poi ancora la madre di un diplomatico dell’800, che voleva ricordarla in questo modo. Della storia recente due sono partigiane, una è una vittima delle foibe, un’altra appartiene alla casa Savoia, e anche in quest’ultimo caso sfugge il legame con la città.
Per ovviare a questa disparità l’attuale Amministrazione comunale ha varato sette nuove intitolazioni, tutte dedicate a donne che si sono distinte nel campo dell’arte, dello sport e dell’impegno politico. Si tratta per lo più di giardini, dal momento che non sono disponibili nuove vie o piazze da intitolare. Ma ricordare queste e altre figure in questo modo o con targhe sui luoghi da loro frequentati, o intitolando scuole, aule magne, biblioteche e altro, appare fondamentale per la trasmissione di modelli alle nuove generazioni.
Il fatto che i nomi di questi luoghi o delle strade siano perlopiù dedicati a uomini trasmette implicitamente il messaggio che solo questi siano degni di memorabilità, solo questi abbiano contribuito a formare la Storia.
Urge un cambiamento di rotta per togliere le donne dall’invisibilità, che è una delle possibili forme di violenza, e cominciare a percorrere le vie della parità: il Comune di Trieste l’ha intrapreso, occorre che tutti insieme continuiamo ad alimentarlo.
La mostra è nata da una proposta dell’Associazione Toponomastica femminile, che ha fornito anche parte del materiale. La Commissione Pari Opportunità del Comune di Trieste, assieme agli uffici del Comune e a Fotografaredonna, ha portato a termine il lavoro. Questo, a sua volta, non ha la pretesa di essere esaustivo, ma si pone come punto di partenza per ricerche e riflessioni più approfondite.
Buona visita!

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